C'eraunanota

Le Fiabe

Olivia

La quotidianità di una vita da maialina di nome olivia, personaggio sbadato, esuberante che ricoprirà differenti ruoli comici all’interno della trilogia che ne contiene le avventure.
Non contenta di essere sé stessa la maialina vestirà i panni di un artista circense e quello di una provetta bandista. Ogni situazione narrativa nasce dall’immaginazione del personaggio e spesso si risolve in un ironico fallimento.

Il testo è brachilogico; a brevissimi tracciati narrativi si alternano illustrazioni descrittive che tentano di mimare l’esuberanza del personaggio. Il movimento delle immagini e la brevità del testo scritto aiutano la musica ad inserirsi facilmente nella narrazione, enfatizzandola.

I .Falconer, Olivia, Giannino Stoppani Edizioni, Bologna, 2001.

Yakouba

Una storia in due storie per raccontare il confronto tra l’uomo e l’animale.
L’intento del doppio è enfatizzato dai due titoli che compongono la storia:
Yokouba, nome del pastore.
Kibwe, il leone che dovrà combattere contro l’uomo.

Yokouba è il racconto di iniziazione del pastore che deve difendere la mandria dall’assalto dei leoni affamati.
il punto di vista dell’uomo emerge dal confronto con il nemico nell’impossibilità di vincerlo: la legge del clan impone di difendere il villaggio fino alla morte.
Un dialogo tra due istinti quello di sopravvivenza e quello di conservazione di sé nel sociale: se yokouba non ucciderà il leone sarà bandito dai suoi pari.


Il punto di vista del leone è quello saggio della natura che spinge a rispettare più che a distruggere.
La storia di yokouba si conclude con un tacito equilibrio tra due personaggi e un vantaggio di entrambi, non aver ucciso l’animale per Yokuba e non aver sbranato il bestiame per kibwe. Un finale che definisce un silenzioso rispetto delle diversità e della capacità di dominare gli istinti.

Le enormi e suggestive illustrazioni di cui si compone il testo in bianco e nero, si prestano molto bene alla musica, capace di inserirsi nella vicenda narrata e di funzionare da “colonna sonora” alle immagine che occupano intere pagine del testo.

T. Dedieu, La storia di Yokouba, Ippocampo, Milano, 2009.

I lupi nei muri

Racconto onirico e un po’ visionario ambientato in un’ isolata casa di campagna.
La storia inizia illustrando un tranquillo quadretto familiare, con la presentazione degli abitanti.
Lucy e il suo orsacchiotto rosa di pezza i protagonisti.

Lentamente la situazione iniziale si incrina; lucy comincia da avvertire uno strano rumore nei muri, identificato in vari modi, scricchiolini, rumori cupi di sottofondo.
La bambina allerta i familiari, lei sa cosa sono quei rumori: ci sono i lupi nei muri. Leit motiv di tutto il testo. Non verrà creduta ma quando nessuno se lo aspetta, all’improvviso, nel cuore della notte i lupi escono dai muri; cacciano l’uomo dalla sua casa e si appropriano dei suoi oggetti.
La famiglia dorme all’addiaccio per diverso tempo escogitando una soluzione e sognando un luogo lontano dove scappare.
Poi lucy e il suo maialino saranno gli artefici del sovvertimento del piano di realtà: la famiglia decide di intrufolarsi nei muri della casa ed importunare gli usurpatori con la loro presenza occulta così come i lupi avevano fatto con gli uomini.
Finale a sorpresa, i lupi scappano ululando per un luogo lontano e non specificato ma
a casa di lucy si sente improvvisamente un altro rumore provenire dai muri…..

le illustrazione ampie, colorate e frammiste al testo in maniera caotica aiutano la musica ad inserirsi nel racconto a tratti fumettistico della storia enfatizzando i momenti di suspence.
La narrazione è ricca di elementi sonori che ben si prestano ad essere ricreati musicalmente.

Neil Gaiman, I lupi nei muri, Mondadori, Milano, 2003

Ric e Ric

Orchi e folletti in un epoca remota in cui gli uomini non esistono ancora, si combattono senza tregua. Questo lo sfondo da cui prende vita la storia dei due personaggi dai nomi identici, nati nello stesso istante, nello stesso luogo e per questo incapaci di essere diversi. La favola di uno scambio di ruoli e della capacità impossibile di vivere nei panni dell’altro: il folletto ric ha infatti le fattezze dell’orco e una vita da folletto, ric l’orco ha fattezze da folletto e vita da orco. Come fare? A non sentirsi inappropriati nel proprio ruolo? Facile… scambiamoci i cappelli, è la soluzione della storia che equivale ad uno scambio di identità capace di annientare contrasti e diversità se si possiede la leggerezza di non irrigidirsi nei ruoli fissi imposti dall’esterno.

Il finale ricompone l’equilibro rotto in precedenza.La musica è agilissima nell’introdurre le differenti sequenze narrative. Le due storie parallele dei due protagonisti permettono l’dentificazione di singoli strumenti ora nel personaggio dell’oco, ora del folletto, caratterizzandoli con specifiche melodie.

Eric Battut, Ric e Ric : storia di un orco e di un folletto, Padova, Bohem press Italia, 2002.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: